Secondo rassicurante difesa
per la accettazione paritaria
all’affermazione sua ben tesa
nella opposizione non elitaria
dalla competizione ben presa
la personalità non autoritaria
senza comprensione e offesa
risentita svaria ed è totalitaria.
Secondo rassicurante difesa
per la accettazione paritaria
all’affermazione sua ben tesa
nella opposizione non elitaria
dalla competizione ben presa
la personalità non autoritaria
senza comprensione e offesa
risentita svaria ed è totalitaria.
Nella materialità e processualità dell’esistenza
l’uomo vive nella spazialità e nella temporalità
e ben nella adimensionalità per inconsistenza
dell’essere è soltanto un punto nella continuità
della tridimensionale spaziale reale sfera senza
limiti sulla quale si accende e dopo si spegnerà
per la sua nucleare energetica luminosa potenza
e così ben rimanendo nella sferica superficialità
in non ardente pura esistenziale corrispondenza
ha riflesso di senso e così dalla pura individualità
può quindi oggettivare ben ispirato dall’essenza.
L’umana esperienza è tridimensionale
e l’esistenza è sfera luminosa spaziale:
in armonia e in rapimento esistenziale
col suo proprio riflesso di senso totale
basta lo assoluto lampo crepuscolare
ad appagare l’individuo d’energia vitale
per ben estendersi in punto materiale
di linea della piana oggettività culturale.
La umana presa vitale allentata
riproduce in noi stessi l’armonia
e coerenti con la indeterminata
esistenza ritorniamo in sintonia:
è ben da luce solare tramontata
il riflesso di senso in sua allegria
di pura individualità rispecchiata
in sua istantanea aurea alchimia:
pura esistenza autointercettata
è di nostra propria vita la magia
ma nella cultura poi oggettivata
ben ispira ma colla vita fugge via.
Tra appagamento e pendenza
ben fugace è la sublime apatia:
nella vita ed umana esperienza
istantanea coerenza è garanzia
di tutta la musica dell’esistenza:
specchio di noi stessi in monodia
il riflesso di senso in dissolvenza
è ben naturale eco della armonia.
Nella propria vita l’uomo non si annoia
ed in necessità e angoscia d’esistenza
tra cura e preoccupazione ha ben gioia
di contemplazione della sua apparenza
nel suo riflesso di sé in gelo che dimoia:
nel fermento vitale è ben nella carenza
di movimento la nostra riflessiva stuoia
di umano senso in immediata dissolvenza
nostra esperienza prevedendo che muoia
prima di razionale ed espressiva sentenza.
Con la individuazione discorsiva pitagorica della incommensurabilità
la ragione greca antica ben riorientava il nostro pensiero occidentale
confermando bene la continuità intuitiva pura di spazio e temporalità
di punti e istanti matematicamente dissolvendo estensione strutturale
in adimensionale elementarità ben risolvendo la atomica discontinuità:
nella propria materialità e processualità la realtà è spaziale e temporale
ed in senso puramente matematico di spazio e tempo ha la continuità
e così contro il discreto atomico aritmo-geometrico pitagorico il reale
essere eleatico è continuo ma alla sua immobile eterna assoluta unità
l’atomismo opporrà il fisico fenomenico oggettivo atomo processuale.
Nella propria spaziale reale fisica estensione
il punto-unità aritmo-geometrico pitagorico
è discontinuo o discreto e ha una dimensione
ed è quindi discontinuo strutturale numerico:
nella propria applicazione alla realtà la ragione
ben individua nello intuitivo continuo generico
discontinuità spaziali e temporali in loro azione
secondo punto ed istante strutturale materico
funzionale ad ogni umana estesa misurazione
per un essenziale occidentale momento storico.
Psichicamente o fisicamente espresso
nella propria vita in angosciosa cogenza
l’uomo può di senso in sé ben impresso
d’esistenza nel processo d’esperienza
avere barlume nel suo proprio riflesso
in specchio d’acqua in ripresa coerenza
tra la nostra sete placata del pregresso
e l’attingere per futura nostra esigenza.
L’uomo esiste e sulla sua propria condizione non erra:
l’umana esistenza è ben un’idea ipergea somatizzata
in caduta libera per il basso volo precipitata sulla terra
dal nostro campo gravitazionale terrestre ben attirata
e quaggiù ben necessitata per la propria vita fa guerra
e per lo spazio ed il tempo ben limitata vive angosciata
e nella pesantezza del corpo coll’ideale leggerezza serra
ma su questione essenziale di senso esistenziale portata
rimane ben aperta ed equilibrata nessun attacco sferra
e in sensibilizzazione di anima e cuore resta concentrata.