Nell’antichità da Aristotele riferita all’inferenza deduttiva sillogistica con premessa minore probabile e non certa e conclusione non più probabile e certa, con la deduzione e l’induzione l’abduzione è epistemologicamente uno dei 3 modi del ragionamento scientifico: il filosofo pragmatista logico contemporaneo otto-novecentesco statunitense Ch. S. Peirce (1839-1914) rilevava nella abduzione il ragionamento della spiegazione scientifica: la spiegazione scientifica è ipotetica e le ipotesi esplicative scientifiche approfondiscono le ragioni dei fenomeni e sono verificate induttivamente secondo la deduzione delle loro conseguenze osservative empirico-sperimentalmente controllabili.
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Alla storia del pensiero il filosofo italiano del Novecento Nicola Abbagnano (1901-1990) accompagnava la teoria dell’esistenzialismo positivo: l’esistenza umana è possibilità rischiosa secondo la ragione scientifica empirica pragmatica strumentale.
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Conoscenze Analisi Sintesi Finalità Competenze I poemi omerici documenti pedagogici Educazione greca antica arcaica I motivi storico-pedagogici della Iliade e della Odissea di Omero Conoscenze e valori: riflessione, coscienza, confronto e impulso Leggere, intendere, risolvere, ridurre, definire, unificare, riassumere e scrivere un testo I valori e la formazione nell’ideale umano greco dell’Iliade omerica La virtù-valore aristocratica greca antica arcaica L’educazione e l’onore misura del valore nel primo poema di Omero L’Odissea omerica e l’affermazione dei valori intellettuali Odisseo o Ulisse ideale umano intellettuale greco antico arcaico omerico Individualismo, raffinatezza e intelligenza personale nel secondo poema di Omero La problematica della formazione nei poemi omerici La visione della educazione nella Grecia antica arcaica omerica L’opposizione in Omero dell’ottimismo pedagogico dell’Odissea al pessimismo pedagogico dell’Iliade I poemi omerici nella formazione giovanile greca antica arcaica e classica La centralità educativa della Iliade e Odissea di Omero, rappresentante del sapere greco antico arcaico e classico Antichità greca classica: Platone: Omero educatore dell’Ellade -
Il primo e il più grande monumento letterario del mondo greco è l’opera di Omero
Bertrand Russell, La saggezza dell’Occidente, 1959, TEA 2012, p. 13
L’Iliade e l’Odissea sono state definite la Bibbia dei Greci. Per secoli e secoli i due poemi furono le basi dell’educazione greca… Omero rappresentava tutta la saggezza e tutto il sapere
H. D. F. Kitto, I Greci, 1951, Sansoni 1973, pp. 49-50
La concezione che l’uomo ha di sé al tempo di Omero… non è puramente primitiva ma guarda al futuro e costituisce la prima tappa del pensiero europeo
Bruno Snell, La cultura greca e le origini del pensiero europeo, 1946, Einaudi 1997, p. 47
Nel primo volume di Ludovico Geymonat, Storia del pensiero filosofico e scientifico, Garzanti 1970 Renato Tisato affrontava la questione della educazione nei poemi di Omero: nel paragrafo Il problema educativo nei poemi omerici, pp. 389-393 come documenti dell’ideale formativo e della prassi educativa dei Greci i poemi omerici erano da Tisato rilevati storico-pedagogicamente interessanti per 1) il quadro della civiltà del tardo medioevo ellenico tra la metà del IX e la metà dello VIII secolo a. C. e la descrizione della più antica virtù greca, 2) il confronto diretto con la problematica della formazione e 3) il plurisecolare ruolo di testi fondamentali nel piano di studi secondo il quale si formavano i giovani greci.
Il problema educativo nei poemi omerici sottolinea la profonda differenza di atmosfera tra l’Iliade e l’Odissea: «Stridore di armi nella Iliade omerica; pace e vita di re nella Odissea» (Giovanni Giraldi, Storia della pedagogia, 1966, Armando 1969, p. 52): R. Tisato rilevava l’assoluta prevalenza dello stato di guerra nel primo poema omerico: l’ideale umano proposto dall’Iliade è l’ideale del guerriero, «dell’eroe appartenente alla nobiltà, alle famiglie di origine divina, ai figli di Zeus» (p. 389). Nell’Iliade di Omero la virtù è così valore eroico, dice R. Tisato: “virtù” è in greco “aretè” (αρετη) come capacità di realizzare la propria natura e la virtù è valore eroico «non già come atteggiamento morale distinto dalla forza fisica e dalla destrezza, ma indissolubilmente connesso con queste» (p. 390): la virtù greca antica arcaica omerica è in prima istanza capacità di realizzare la natura agonistica dell’uomo aristocraticamente idealizzata, per cui l’esistenza aristocratica è cimento continuo per emergere fra i migliori, gli ottimi o appunto in greco “àristoi” (αριστοι, optimates): «L’eroe o si supera o decade» (p. 390). Come capacità esteriore di agonismo aristocratico la virtù greca dell’Iliade omerica è riconosciuta non nella soggettività interiore della coscienza morale ma solo nella dimensione intersoggettiva del pubblico onore: è il pubblico onore dei suoi pari a fornire al nobile eroe la misura del proprio valore: come prova oggettiva del valore individuale il pubblico onore è aristocraticamente essenziale, e la negazione dell’onore è da R. Tisato così rilevata l’offesa aristocratica essenziale: «Il vedersi rifiutare l’onore è la più terribile tragedia per l’eroe, il quale di fronte ad un’offesa che distrugge la sua stessa personalità non può che reagire nella maniera più violenta e spietata» (p. 390). Il negato onore è quindi da R. Tisato rimarcato quale motivo legittimo dell’ira di Achille come risentimento al quale fa capo appunto l’intera Iliade di Omero: la ricerca continua dell’onore come unico riconoscimento della virtù-valore trova per l’eroe aristocratico il proprio suggello nella morte gloriosa in combattimento, la quale sola garantisce l’eroica fama immortale come futura perpetua memoria dell’onore nel corso delle generazioni.
Il problema educativo nei poemi omerici passa dall’Iliade all’Odissea: «ritenuta dalla critica più recente dell’Iliade» (p. 390) l’Odissea è complessivamente dominata dal motivo della pace e dallo spirito domestico e familiare: al senso individualistico corrisponde l’affermazione dei valori intellettuali: scrive R. Tisato: «Logicamente anche l’ideale umano appare trasformato… sono stimati… in misura forse maggiore i meriti intellettuali: il saggio consiglio, l’astuzia, il senso inventivo, il linguaggio opportuno» (p. 391): emblema dei valori intellettuali e incarnazione del conseguente nuovo ideale umano è Odisseo o Ulisse come protagonista dell’Odissea omerica. Se «i poemi omerici riflettono la capacità razionale di una classe dirigente evoluta (Bertrand Russell, La saggezza dell’Occidente, 1959, TEA 2012, p. 14), la maggiore raffinatezza dell’Odissea rispetto all’Iliade era da R. Tisato rilevata nella considerazione e rappresentazione della donna: «Basterà ricordare la delicatezza nell’incontro fra Odisseo e Nausicaa, il rispetto di Laerte per Euriclea, la maestosa compitezza e la raffinata eleganza di Elena. Taluno scorge addirittura in Pallade Atena o Minerva come dea dell’intelligenza armata assidua consigliera di Ulisse l’espressione della virtù di ispiratrice e guida spirituale della femminilità» (p. 392).
Nel paragrafo Il problema educativo nei poemi omerici da 1) il quadro della civiltà del tardo medioevo ellenico tra la metà del IX e la metà dello VIII secolo a. C. e la descrizione della più antica virtù greca R. Tisato passa a 2) il confronto diretto con la problematica della formazione nella materia dei due poemi omerici: al pessimismo pedagogico dell’Iliade replica l’ottimismo pedagogico dell’Odissea: nel primo e nel secondo poema di Omero prevale rispettivamente la fiducia e la sfiducia nel potere dell’azione educativa rispetto al carattere personale e alle inclinazioni naturali innate o congenite: i limiti di incidenza e presa dell’educazione sono nell’Iliade da Omero espressi nella irremovibilità di Achille, il quale non si lascia convincere a desistere dall’ira funesta neppure dal vecchio e venerando istruttore e maestro Fenice, tanto «la forza persuasiva del buon consigliere è impotente nei riguardi dell’eroe accecato dalla forza smisurata dell’irrazionale» (p. 392); il peso dell’educazione è al contrario nell’Odissea da Omero rappresentato nello sviluppo formativo di Telemaco, il quale da «giovanetto timido e impacciato, impotente di fronte alla prepotenza dei proci si trasforma fino a diventare il più valido collaboratore del padre Odisseo o Ulisse nella punizione degli usurpatori e nella riconquista del potere» (p. 392). Nella rappresentazione della formazione di Telemaco R. Tisato rilevava la mirabile delineazione di Omero nell’Odissea dei fattori dell’educazione ritenuti essenziali dalla civiltà del suo tempo: educazione, formazione è percorso educativo, formativo: come processo educativo, formativo la trasformazione, il cambiamento, lo sviluppo, la crescita di Telemaco si attua in modo non automatico ma progressivo, «sotto l’influenza tenera ed affettuosa della madre, dietro i consigli di amici anziani ed esperti (Mente e Mentore), viaggiando in paesi stranieri dove cospicui personaggi incoraggiano il giovane e richiamano continuamente al suo pensiero l’esempio del celebre genitore; il tutto nel quadro della protezione divina» (p. 392).
Il problema educativo nei poemi omerici si conclude con il rilievo del terzo grande motivo di interesse storico-pedagogico dei poemi di Omero: 3) il plurisecolare ruolo dell’Iliade e dell’Odissea come testi fondamentali nel piano di studi secondo il quale si formavano i giovani greci: autorevolissima è la testimonianza di Platone, il quale nel decimo libro della Repubblica attribuisce ai propri contemporanei lodatori del poeta l’affermazione di Omero educatore della Grecia: «… dicono che fu questo poeta ad educare l’Ellade e che per il governo e la direzione delle cose umane è degno che lo si legga e rilegga fino ad impararlo, per regolare la vita tutta conforme a lui» (p. 393): dalle parole di Platone è almeno fino al V-IV secolo a. C. legittimo considerare Omero «testo fondamentale, centro di ogni piano di studi, creatore della lingua panellenica e depositario di una saggezza per secoli ritenuta definitiva» (p. 393).
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Neuropsicologia Cervello Unità funzionali Strutture Funzioni A. R. Lurija: prospettiva storico-culturale Il cervello e le sue unità tra strutture e funzioni Tronco encefalico Midollo allungato e ponte Stato generale veglia-sonno e bisogni primari fisiologici Corteccia posteriore Lobi occipitali, temporali e parietali Memoria ed elaborazione della informazione Corteccia anteriore Lobi frontali Movimento e comportamento -
Sistema nervoso Divisione Unità funzionali Strutture Funzionamento Sistema nervoso Encefalo Cervello e cervelletto Tronco encefalico Sistema nervoso centrale Midollo spinale Arco riflesso Sistema nervoso somatico: funzioni volontarie Sensoriale Afferente Motorio Efferente Sistema nervoso periferico Sistema nervoso autonomo o vegetativo: funzioni involontarie Ortosimpatico o simpatico Adrenergico Parasimpatico Colinergico -
Storia Sociologi Metodo Sociologia Società Ottocento: nascita e sviluppo della sociologia A. Comte Metodo delle scienze naturali ed esatte Sociologia scientifica positivistica Società scientifica positiva K. Marx Struttura e sovrastruttura Economia e ideologia: rapporti materiali e coscienza Società capitalistica borghese Dall’Ottocento al Novecento: definizione della sociologia E. Durkheim Collettivismo metodologico Irriducibilità della sociologia Fatto sociale M. Weber Individualismo metodologico. Sovrastruttura e struttura. Metodo delle scienze storico-sociali: ipotesi e verifica della possibilità oggettiva nel mondo storico umano-sociale Sociologia comprendente: comprensione intuitiva Azioni individuali -
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Comunicazione umana Definizione Sintassi Semantica Pragmatica Non verbale Non linguistica: i gesti, la mimica Paraverbale Affianca e punteggia la verbale: il tono della voce Verbale o linguistica Il linguaggio come processo cognitivo umano con le sue 3 dimensioni sintattica, semantica e pragmatica Studio logico e linguistico della retta combinazione dei segni o simboli del linguaggio Studio logico e linguistico del significato come senso e denotazione Studio logico e linguistico di uso e utenti di linguaggio e comunicazione Segno Segnale o indicazione Simbolo Segno dotato di significato Assiomi Affermazioni degne di fiducia: principi, verità fondamentali La pragmatica della comunicazione umana si occupa delle incongruenze comunicative come contraddizioni tra espressione verbale o linguistica e comportamento o atteggiamento paraverbale o non verbale e si basa su 5 assiomi, il primo dei quali afferma l’impossibilità di non comunicare e il secondo rileva il duplice aspetto di contenuto e relazione di ogni comunicazione definendo la metacomunicazione