Di C.-H. de Saint-Simon che la industrialità è sociale finalità
è che in socialista parità riformequa va industriale società.
Di C.-H. de Saint-Simon che la industrialità è sociale finalità
è che in socialista parità riformequa va industriale società.
Di Arthur Schopenhauer che mondo è umana rappresentazione è verità
è che apparente fenomenica è sì dall’uomo conoscibile oggettiva realtà.
Di Pierre Proudhon che un furto è la proprietà
è che risorse sono di nostra umana comunità.
Di Ludwig Feuerbach che ciò che mangia è l’uomo in realtà
è che integralmente vista in materia sta spirituale umanità.
Di Charles Fourier che nei diritti delle donne estesi sta sì progressività
è che nella etica equa parità è il progresso della nostra umana società.
Di Karl Marx che in Europa comunismo è sì contrastata spettralità
è che a istintiva potente umanità fantasma è emotiva ideale parità.
Di Karl Marx che di lotte di classe è storia di esistita società
è che dialettica storica sociale umanità sintesi visto non ha.
Di Karl Marx che i proletari di tutto il mondo hanno ben da stringersi in unità
è che di proletariato sacrificio per necessaria vittoria è ridotto da massività.
Di Karl Marx che l’operaio si sente se stesso fuori di lavorativa attività
è che in lavoro industriale di prodotto è da uomo avvertita estraneità.
Nella naturale materiale mobile meccanica determinata reale apparente processualità la fede della religiosità a completare umanamente va la sapiente razionalità: la speranzosa religiosa divina complementarità della sapiente razionalità è per l’umanità nella suscitata euristica generalità.
«Mentre è vero che i risultati scientifici sono del tutto indipendenti dalle considerazioni religiose o morali, tuttavia quegli uomini ai quali dobbiamo le grandi conquiste creative della scienza furono tutti pervasi dalla convinzione veramente religiosa che questo nostro universo è qualcosa di perfetto, qualcosa che può essere conosciuto attraverso lo sforzo razionale» (Albert Einstein, Religione e scienza irreconciliabili?, in Albert Einstein, Idee e opinioni, Schwarz 1958, p. 61).