A abacare a bucolico figurato rappresentare
della lentezza come slow food del mangiare
la filosofia è presidio slow think del pensare.
A abacare a bucolico figurato rappresentare
della lentezza come slow food del mangiare
la filosofia è presidio slow think del pensare.
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata spaziale temporale reale apparente processualità del greco antico nostro occidentale scientifico Eraclito di Efeso sesto filosofo dell’umanità in energetico fuoco principio di realtà il naturalistico monistico astratto teorico empirico logico unitario divenire sta.
«Anche Eraclito è in polemica con le credenze tradizionali… Per questo filosofo non l’acqua o l’aria sono elementi primi delle cose ma il fuoco che trasforma, consuma e rinnova… realtà… del mondo… è… nel divenire… unità superiore che concilia gli opposti… Eraclito… si fermò sul fuoco forse perché si lasciò guidare come gli altri ionici dalle suggestioni della tecnica» (Umberto Forti, Storia della scienza, volume 1, Dall’Oglio 1968, pp. 115-117).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata spaziale temporale reale apparente processualità del greco antico nostro occidentale scientifico Senofane di Colofone quinto filosofo dell’umanità nella terra principio della realtà la naturalistica monistica astratta teorica empirica critica alla antropomorfica religiosità bene sta.
«Che Senofane abbia risentito dei metodi di indagine e della maniera di impostare i problemi relativi alla natura propri dell’aspetto della cultura ionica volta a spiegare i fenomeni coi fenomeni, sdrammatizzando la natura e cercando di rendersene ragione, è indubbio… ciò che sembra proprio di Senofane è l’aver sostenuto che la realtà tutta nei suoi molteplici fenomeni si spiega solo in quanto ciascun aspetto si leghi all’altro in un tutt’uno… l’unità del tutto è… divina» (Francesco Adorno, La cultura ionica tra il VII e il VI secolo, 1978, in Ranuccio Bianchi Bandinelli, diretta da, Storia e civiltà dei Greci, Bompiani 1987, volume 2, pp. 608-609).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata spaziale temporale reale apparente processualità del greco antico nostro occidentale scientifico Pitagora di Samo quarto filosofo dell’umanità dal monadico atomico discontinuo numero principio della realtà la naturalistica monistica astratta teorica empirica affermazione della continua spazialità bene sta.
«… secondo le idee professate dai pitagorici i vari oggetti risulterebbero costituiti da punti materiali o monadi… Pitagora… pensava… ad un punto avente estensione ancorché minima… dimostra che esistono grandezze incommensurabili… facendo crollare il concetto di punto monade» (Umberto Forti, Storia della scienza, volume 1, Dall’Oglio 1968, p. 130).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata spaziale temporale reale apparente processualità del greco antico nostro occidentale scientifico Anassimene di Mileto terzo filosofo dell’umanità dell’aria principio della realtà la naturalistica monistica astratta teorica empirica affermazione della fisica densità bene sta.
«Anassimene di Mileto… di Talete e di Anassimandro… continua la dottrina e pone come principio delle cose l’aria conciliando in certa guisa il principio del primo con quello del secondo: l’aria è una materia determinata ed è insieme, per la sua facilità a mutarsi, in certo modo infinita» (Francesco Fiorentino, Manuale di storia della filosofia, a cura di Augusto Guzzo, La Nuova Italia 1947, p. 12).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata spaziale temporale reale apparente processualità del greco antico nostro occidentale scientifico Anassimandro di Mileto secondo secondo filosofo dell’umanità nello indefinito spazio principio della realtà la naturalistica monistica astratta teorica empirica affermazione di evoluzione e relatività bene sta.
«Anassimandro di Mileto affronta subito i più formidabili problemi dell’Universo ponendo al posto dell’acqua di Talete una sostanza primitiva infinita capace di diffondersi per lo spazio e di identificarsi con esso la quale differenziandosi darebbe origine a innumerevoli mondi coesistenti e successivi» (Federigo Enriques, Le matematiche nella storia e nella cultura, 1938, Zanichelli 1982, p. 9).
«… il pensiero ionico si slanciò arditamente alla ricerca del primo principio dell’universo… credette… di trovare questo… nell’unione di piccole particelle semplici e indivisibili atomi… Anassimandro» (Vigilio Inama, Letteratura greca, Hoepli 1901, p. 153).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata spaziale temporale reale apparente processualità del greco antico nostro occidentale scientifico Talete di Mileto primo filosofo dell’umanità dell’acqua principio della realtà la naturalistica monistica astratta teorica empirica affermazione della materialità bene sta.
«Talete di Mileto intorno al 600 a. C. importa dall’Egitto le prime conoscenze di geometria e di astronomia e al tempo stesso si avventura già a formulare una ipotesi cosmogonica facendo dell’acqua il principio di tutte le cose» (Federigo Enriques, Le matematiche nella storia e nella cultura, 1938, Zanichelli 1982, pp. 8-9).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata spaziale temporale reale apparente processualità alla umana teoretica è evolutivamente la cognitività nella autocosciente razionale conoscibilità della vera oggettiva realtà.
«Sembra geneticamente evidente che ogni costruzione elaborata dal soggetto supponga condizioni interne preliminari, e a questo riguardo I. Kant aveva ragione. Solamente, le sue forme a priori erano veramente troppo ricche… a voler raggiungere un a priori autentico si deve ridurre sempre più la comprensione delle strutture iniziali… al limite ciò che sussiste a titolo di necessità preliminare si riduce al solo funzionamento» (Jean Piaget, L’epistemologia genetica, 1970, Laterza 1971, p. 116).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata spaziale temporale reale apparente processualità alla umana estetica è evolutivamente la sensibilità nella giudicante riflettente apprezzabilità della universale adattiva ordinata piacevole bellezza o beltà.
«… è stato più volte oggetto di meraviglia che… il giudizio estetico sia così povero di termini distintivi nel dire del bello e così ricco nel dire del brutto… La terminologia del bello non si dovrebbe neppure dir povera ma monotona perché è una continua sinonimia nella quale con parole come armonia, verità, semplicità, unità nel vario, naturalezza, sincerità, vigoria fantastica, intensità lirica, delicatezza, serenità, sublimità e simili si ripete l’unico concetto di espressione bella. Invece… il concetto del brutto si specifica in tutte le guise nelle quali… si manifesta la incoerenza estetica» (Benedetto Croce, La poesia, 1936, Laterza 1971, pp. 111-112).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata spaziale temporale reale apparente processualità alla umana etica è evolutivamente la moralità nella paritaria o egualitaria volontà della soggettiva universale cosciente non istintiva ma emotiva giusta buona pura pratica razionalità.
«Per poter universalizzare io devo trattare tutti gli uomini e le loro azioni nello stesso modo. Devo assumere una qualche forma di eguaglianza tra di loro… I. Kant sostiene che dobbiamo metterci nei panni degli altri semplicemente per identificare quali sono i nostri doveri nei loro confronti» (Francesco Alberoni e Salvatore Veca, L’altruismo e la morale, Garzanti 1988, p. 54).