Da oggettivato ente si va sì internamente
ad abbacare autocosciente umanamente.
Da oggettivato ente si va sì internamente
ad abbacare autocosciente umanamente.
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata apparente realtà è la corpuscolare massività a fare ondulatoria energetica la spaziale fisicità: alla celere luminosa velocità alla flessibile infrangibile fisica spazialità la massiva corpuscolarità porta la percussiva inaridente respingente deformità.
«A. Einstein riprende il problema di I. Newton approfondendolo. Ma perché la Terra attrae la mela? Einstein perviene ad una nuova risposta: perché deforma lo spazio in cui è immersa… La Luna si muove in linea retta come un treno su un binario. A causa della Terra però le rotaie sono incurvate» (Hubert Reeves, L’evoluzione cosmica, 1988, Rizzoli 1992, p. 200).
A abbadare alla corporea condizione
ordinamento di fisica conservazione
è da ben infrangibile spazializzazione.
A abbadare a coordinata volontà
col che fatto ladro l’uomo ne sta
occasione lasciata liberi bene fa.
A abbadare a coordinata moralità
è passione superata da emotività
a affrancare nostra umana volontà.
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria determinata reale apparente processualità dalla spaziale fisica interazione della materialità la corpuscolare massività ha tra inerzia e gravità la energetica vitalità di piana onda su onda nella materiale spazialità.
«La teoria della gravitazione di A. Einstein è… simile a… quella del campo elettromagnetico. Conseguenza di quest’ultima è l’emissione di onde elettromagnetiche da parte di cariche accelerate. Similmente masse accelerate… emettono secondo la teoria di Einstein onde gravitazionali perdendo così energia» (Luigi A. Radicati di Brozolo, Pensare la natura, Laterza 1999, p. 48).
Nella naturale materiale mobile meccanica determinata apparente realtà nel campo sta la fisica materialità della spazialità: fisicamente nel campo l’interazione della materialità passa per la materialmente tesa materiale spazialità alla ipertonia portata dalla luminosa celerità.
«… in base alla teoria generale della relatività lo spazio concepito come opposto a ciò che riempie lo spazio… non ha alcuna esistenza indipendente… Non può esservi qualcosa che sia uno spazio vuoto come spazio senza campo. Spazio-tempo non domandano una esistenza di per sé ma soltanto come qualità strutturale del campo… La nozione appare assurda finché la realtà fisica è concepita esclusivamente in termini di corpi ponderabili. Essa richiede l’idea del campo come rappresentativo della realtà» (Albert Einstein, La relatività e il problema dello spazio, 1952, in Albert Einstein, Idee e opinioni, Schwarz 1958, p. 348).
A abbadare a continua fisica spazialità
dalla spaziale accoglienza la materialità
da energia va a superficiale massività.
A abbadare benone a sì mentale operazione
da comune a scientifica storica conclusione
in ben teorica empirica fattuale disposizione
tra grave realtà è umana verità sì oscillazione.
A abbadare a questione morale
bene vale umano disporsi male
a risvelare megera contestuale.