A fissare lo spazio va la luminosità:
a naturale celere massima velocità
atomica luce preme sulla spazialità
e dalla flessibile spaziale continuità
di spirituale materiale fisica realtà
è rilanciata onda in corpuscolarità.
A fissare lo spazio va la luminosità:
a naturale celere massima velocità
atomica luce preme sulla spazialità
e dalla flessibile spaziale continuità
di spirituale materiale fisica realtà
è rilanciata onda in corpuscolarità.
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria apparente realtà la natura è superata dalla umana cultura: la naturale attiva continua sicura premura è umanamente bilanciata ed equilibrata dalla premurosa insicura cultura.
«La cultura vive nello stile, nel gusto, nell’impronta che l’uomo colto ossia l’uomo che ha fatto propri i valori di una civiltà cui egli stesso concorre come parte attiva e promotrice rivela in tutti gli atti del suo comportamento. Se fosse un fatto meccanico e mnemonico, una mera registrazione ragionata di nozioni, l’incorporazione intellettualistica di una serie di concetti, ragionamenti o anche metodi si verificherebbe l’assurdo di una cultura che non incide» (Remo Cantoni, La vita quotidiana, 1955, Il Saggiatore 1972, p. 216).
Piana azione di inerzia e gravità
in spazialità a rimandare ben va
a fisica spaziale corpuscolarità
di ondulatoria grave materialità.
Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale casuale necessaria determinata reale apparente processualità la personale disposizione della umanità riduzione ha nella opposizione della fotografica insicurezza alla cinematografica sicurtà nella continua attività dimentica della istantanea vitalità.
«L’abitudine di trovar piacere nel pensiero anziché nell’azione è una salvaguardia contro la leggerezza e l’eccessivo amore del potere… L’abito contemplativo della mente ha una vasta gamma di vantaggi» (Bertrand Russell, Elogio dell’ozio, 1935, Mondadori 1981, p. 31).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria apparente realtà alla assoluta autorità della potente volontà risponde nella umanità la oggettiva autorità della resistente volontà: la umana resistenza sta nella insicura parità opposta alla elitaria sicurtà della potenza alla impositività.
«Il filosofo non è un entusiasta, non si erige a profeta, non si dice ispirato dagli dei… Quelli che si dissero figli degli dei erano padri dell’impostura, e se si servirono della menzogna per insegnare alcune verità erano indegni di insegnarle: non erano filosofi, erano tutt’al più prudentissimi mentitori» (Voltaire, Dizionario filosofico, 1764, Einaudi 1971, p. 351).
Nella naturale materiale mobile meccanica casuale necessaria apparente realtà la umana potente volontà rimanda alla personale sicurtà: nella sicura inclinazione sta la certa decisione della umanità di potenza in volontà che ad assoluta imposizione va.
«Disegnando la volontà di potenza come il fine ultimo F. Nietzsche non sta andando, ovviamente, “al di là del bene e del male”; non sta costruendo come affermava un “amoralismo”. Egli sta invece facendo di tale “volontà” il principio di una dottrina morale per il miglioramento di un io eletto come mezzo per il miglioramento di una parte similmente eletta dell’umanità» (J. P. Stern, Guida a Nietzsche: il filosofo della volontà di potenza, del superuomo e della morte di Dio, 1978, Rizzoli 1980, p. 84).
Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale determinata apparente realtà la nostra umana meccanica personale mentale attività è questione di gravità: nella grave concentrata interiore densità è la emotiva immedesimazione della razionale moralità.
«L’esperienza emotiva empatica richiede una ricostruzione immaginaria del significato della situazione per l’altra persona basata sull’esperienza di analoghe situazioni nel passato» (Rom Harré, Roger Lamb e Luciano Mecacci, a cura di, Psicologia: dizionario enciclopedico, 1986, Laterza 1998, p. 321).
Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale determinata apparente realtà umano pensare è pesare: peso è gravità e fisica gravità è da corporea densità; del pensiero la meccanica mentale intellettuale gravità è nella concentrata personale densità.
«Con il termine coscienza si intende lo stato di consapevolezza della nostra esistenza come entità individuale… La coscienza collega il nostro io con le esperienze degli eventi in quanto ci consente di comprendere la nostra esistenza come entità pensante rendendoci responsabili delle nostre azioni» (Rita Levi Montalcini, Abbi il coraggio di conoscere, 2004, Rizzoli 2011, p. 22).
Nella naturale materiale mobile meccanica spaziale temporale determinata reale apparente processualità umano altrui interiore rispecchiamento passa per fisica ottica luminosità: rifratta dal prisma della personale interiorità la luce altrui è riflessa dallo specchio della propria umanità.
«Il… metodo del predicatore… consiste nel tentare di suscitare negli altri gli stessi desideri che sente egli stesso e il suo appello deve essere a tale scopo rivolto alle emozioni… La capanna dello zio Tom contribuì a far giudicare la schiavitù un male spingendo la gente a immaginare per un momento la propria situazione in stato di schiavitù» (Bertrand Russell, La scienza e l’etica, capitolo IX di Bertrand Russell, Scienza e religione, 1935, TEA 1994, p. 213).
Nella naturale materiale mobile meccanica apparente realtà il pensiero fisicamente va secondo spaziale gravità: umano autocosciente pensare è attento pesare bilanciando il nostro ideare gravitazionalmente centrato nel personale mentale operare.
«Il calcolo logico, senza dubbio, mira ad organizzare in un sistema chiaro le regole di inferenza che governano il pensare comune; il suo valore è giudicato in base alla misura in cui porta a termine questo compito» (Friedrich Waismann, I principi della filosofia linguistica, 1965, Ubaldini 1969, p. 391).